Il metodo McKenzie
Il metodo McKenzie, o Diagnosi e Terapia Meccanica (DTM), è un sistema ampiamente riconosciuto per l'esame e il trattamento del dolore alla colonna vertebrale e agli arti. La sua caratteristica principale — quella che a suo tempo mi ha attratto verso di esso — è l'accento sulla partecipazione attiva del paziente stesso, piuttosto che sull'attesa passiva dei risultati da parte dello specialista.
La storia del metodo ebbe inizio nel 1956 a Wellington, quando il fisioterapista Robin McKenzie stava trattando un paziente di cognome Smith. Tre settimane di trattamento standard con calore e ultrasuoni non avevano prodotto alcun effetto. Fu allora che il caso giocò il suo ruolo: Smith si sdraiò su un lettino il cui estremo era rimasto sollevato dopo il paziente precedente, ritrovandosi in una posizione di forte estensione all'indietro. Il dolore che irradiava nella gamba si spostò immediatamente verso il centro della regione lombare e si attenuò. McKenzie chiamò questo effetto centralizzazione — e su di essa costruì l'intero suo sistema.
È significativo che questa scoperta sia avvenuta proprio per caso — e in ciò vi è una logica propria. McKenzie non inventò il metodo nella teoria; osservava la risposta del corpo vivo e traeva conclusioni da ciò che vedeva. Proprio questo approccio — dalla pratica al sistema, e non viceversa — spiega in larga misura perché il metodo si sia rivelato così vitale e riproducibile nelle mani di altri specialisti.
Il metodo McKenzie si fonda su tre principi fondamentali:
- Il paziente partecipa attivamente al proprio trattamento: secondo la stima di McKenzie, circa l'80% delle persone è in grado di risolvere il proprio dolore in modo autonomo con il giusto approccio.
- Centralizzazione: se durante gli esercizi il dolore si sposta dalla gamba o dal braccio verso la colonna vertebrale, questo è un buon segno e un presagio di prossima guarigione.
- Classificazione basata non sulle immagini della risonanza magnetica, ma sul modo in cui il corpo risponde al movimento. Si distinguono tre sindromi: quella posturale — quando il dolore insorge a causa della prolungata immobilità e della cattiva postura; la disfunzione — quando i tessuti già danneggiati o accorciati causano disturbi; e il derangement — il caso più frequente, legato a uno spostamento all'interno del disco intervertebrale, in cui il dolore può cambiare rapidamente sia di natura che di localizzazione.
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Indicazioni e controindicazioni
Il metodo funziona bene per i dolori di natura meccanica — nella regione lombare, nel collo e nelle spalle. Esistono alcuni segnali che indicano che potrebbe essere adatto a voi: nel corso della giornata vi sono almeno brevi periodi senza dolore, il dolore si intensifica con la prolungata posizione seduta o con le flessioni in avanti, ma si attenua con la camminata o in posizione prona. È importante comprendere, tuttavia, che il metodo non viene applicato in caso di sospetto di patologie gravi — oncologiche, fratture, infezioni — o in caso di perdita del controllo vescicale.
Gli esercizi si basano sul principio della preferenza direzionale: si sceglie il movimento che riduce o centralizza il dolore. Nella maggior parte dei casi si tratta dell'estensione. Per la regione lombare — in posizione prona con sollevamento progressivo della parte superiore del corpo appoggiandosi sulle braccia. Per il collo — la retrazione, ovvero lo spostamento orizzontale della testa all'indietro, seguito dall'estensione. Si inizia sempre con i movimenti propri del paziente; se questo non è sufficiente, si aggiunge una pressione con le mani, e solo nei casi complessi — circa il 10–30% — è necessario l'aiuto di uno specialista certificato. Lo stesso McKenzie lo disse in modo semplice: nessuno si prenderà cura della vostra colonna vertebrale meglio di voi stessi.
Posto tra gli altri metodi
Mi sono sempre interessato non solo ai metodi di terapia manuale in cui il terapista agisce sul paziente, ma anche a quelli che consentono un'applicazione autonoma. Tra questi, il metodo McKenzie occupa un posto di rilievo. Il metodo è ben elaborato, ha una storia abbastanza lunga, è stato collaudato nella pratica e dispone di una base di evidenze scientifiche.
Da parte mia, raccomando frequentemente ai miei pazienti alcuni esercizi di base e osservo buoni risultati. Inoltre, l'approccio McKenzie ha trovato il suo posto anche negli esercizi preventivi che ho sviluppato per uso personale.
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