Modello delle Distorsioni Fasciali

Terapia FDM Per me il Modello delle Distorsioni Fasciali è un altro approccio davvero interessante per la diagnosi e il trattamento delle disfunzioni fasciali. Ad esempio, l’uso del linguaggio del corpo nella descrizione dei sintomi è un’idea davvero unica del dottor Typaldos. Un’idea basata sull’osservazione pratica di una paziente, che egli descrive in modo vivido.

Un momento simile di “ah, eureka!” viene descritto sia da Andrew Taylor Still sia da Brian Mulligan.

Come funziona la diagnosi nella terapia FDM

La caratteristica chiave del metodo è che il terapeuta si fida di come il paziente stesso comprende e percepisce il proprio dolore. La diagnosi si costruisce a partire da quattro componenti:

  • Gesti e movimenti del paziente — il modo in cui una persona indica il punto e la natura del dolore ha un significato universale, indipendentemente dalla cultura e dalla lingua.
  • Le parole utilizzate per descrivere il dolore — espressioni come “brucia”, “tira” o “dolore profondo e sordo” indicano un determinato tipo di problema.
  • Storia del trauma — comprensione delle forze che hanno agito sui tessuti: stiramento, impatto o compressione.
  • Esame fisico — valutazione dell’ampiezza di movimento e palpazione dei tessuti per individuare ispessimenti, noduli o protrusioni.

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Sei tipi di alterazioni fasciali

Modello delle Distorsioni Fasciali

Typaldos ha identificato sei modi distinti in cui la fascia può essere danneggiata. Ognuno presenta segni specifici e un proprio metodo di correzione attraverso la terapia manuale.

Bande Trigger (TB)

Descrizione: le fibre fasciali si attorcigliano o si accartocciano.

Come lo indica il paziente: fa scorrere le dita lungo una linea sul corpo.

Trattamento: il terapeuta liscia le fibre con il pollice, come se usasse un ferro da stiro.

Ernia del punto trigger (HTP)

Descrizione: il tessuto protrude attraverso lo strato fasciale.

Come lo indica il paziente: preme in profondità con il pollice o con il pugno.

Trattamento: il tessuto viene spinto nuovamente sotto la fascia.

Distorsione del continuum (CD)

Descrizione: il problema si manifesta nel punto di inserzione del legamento sull’osso.

Come lo indica il paziente: indica un punto specifico con un solo dito.

Trattamento: viene applicata una pressione intensa per ripristinare la posizione normale delle strutture.

Distorsione della piega (FD)

Descrizione: deformazione volumetrica della fascia a livello delle articolazioni.

Come lo indica il paziente: avvolge o stringe l’articolazione con tutta la mano.

Trattamento: allungamento (trazione) o compressione, a seconda del tipo di piega.

Distorsione cilindrica (CyD)

Descrizione: gli strati superficiali della fascia, disposti a spirale, si intrecciano tra loro.

Come lo indica il paziente: stringe o strofina ripetutamente l’area.

Trattamento: districamento degli strati con tecniche specifiche o con l’ausilio di coppette a vuoto.

Fissazione tettonica (TF)

Descrizione: le superfici articolari perdono la capacità di scivolare l’una rispetto all’altra.

Come lo descrive il paziente: l’articolazione è “bloccata” o “manca la lubrificazione”.

Trattamento: stimolazione della produzione di liquido sinoviale e tecniche manuali per ripristinare la mobilità.

Il FDM nella pratica

Il FDM mostra buoni risultati sia nelle lesioni recenti (stiramenti, lussazioni) sia nei problemi cronici (rigidità della spalla, dolori alla colonna vertebrale, infiammazioni dei tendini).

L’obiettivo del metodo è il ripristino della simmetria corporea e della piena ampiezza di movimento, consentendo ad atleti e ballerini di tornare più rapidamente agli allenamenti e alle esibizioni.

Fin dall’inizio della mia pratica ho applicato diversi metodi di lavoro sui tessuti molli: compressione ischemica, massaggio dei tessuti profondi, rilascio miofasciale. Successivamente si sono aggiunte le manipolazioni fasciali, che hanno offerto un approccio più globale al corpo. Il Modello delle Distorsioni Fasciali integra logicamente questi metodi, collegando le tecniche sui tessuti molli e quelle articolari in un unico sistema.

☛  Massaggio miofasciale dei punti trigger.
☛  Metodo Stecco di tecniche di manipolazione fasciale.